
Riepilogo
Comando la famiglia criminale più temuta della East Coast. Mio marito crede che io faccia la contabile. Stasera, al gala pagato con i miei soldi sporchi di sangue, alzerà il calice per la sua amante e la chiamerà «la donna dietro la mia ascesa». E io lo guarderò dall'ombra, perché stasera il Fantasma mostrerà finalmente il suo volto. Dieci anni. Tanto a lungo ho custodito il segreto. Non perché lo volessi. Ma perché, quando ho sposato Nico Falco, io non ero nessuno. Almeno ufficialmente. Una contabile silenziosa, con gli occhi stanchi e un bilocale modesto a Brooklyn. Quello che Nico non ha mai saputo è che tre mesi prima delle nozze mio padre era stato sepolto in una bara di bronzo, con cinquecento uomini in fila a baciargli la mano gelida, e che la famiglia Vittori era passata alla sua unica figlia. A me. Elena Vittori.
Capitolo 1
Comando la famiglia criminale più temuta della East Coast. Mio marito crede che io faccia la contabile. Stasera, al gala pagato con i miei soldi sporchi di sangue, alzerà il calice per la sua amante e la chiamerà «la donna dietro la mia ascesa». E io lo guarderò dall'ombra, perché stasera il Fantasma mostrerà finalmente il suo volto.
Dieci anni. Tanto a lungo ho custodito il segreto.
Non perché lo volessi. Ma perché, quando ho sposato Nico Falco, io non ero nessuno. Almeno ufficialmente. Una contabile silenziosa, con gli occhi stanchi e un bilocale modesto a Brooklyn. Quello che Nico non ha mai saputo è che tre mesi prima delle nozze mio padre era stato sepolto in una bara di bronzo, con cinquecento uomini in fila a baciargli la mano gelida, e che la famiglia Vittori era passata alla sua unica figlia.
A me. Elena Vittori.
I vecchi capi non volevano una ventottenne sul trono, così ho dato loro qualcosa di meglio: un fantasma. Governavo attraverso telefonate criptate e prestanome fidati. Niente fotografie. Niente apparizioni. In dieci anni ho trasformato l'impero dissanguato di mio padre in una macchina da miliardi: casinò, trasporti marittimi, immobili, metà dei quali ripuliti fino a brillare. La strada mi ha dato un nome.
La Vedova. La boss che nessuno aveva mai visto in faccia.
E Nico? Nico aveva sposato la contabile. Era bello come è bello un coltello a serramanico: mascella affilata, sorriso facile, mani che facevano dimenticare le ordinazioni alle cameriere. Mi aveva sposata quando non ero niente e, che Dio mi perdoni, lo amavo anche per questo.
Poi, al terzo anno di matrimonio, tornò a casa raggiante. Lo avevano reclutato. Un posto da soldato nella… tenetevi forte… famiglia Vittori. La mia famiglia.
«Dicono che il boss sia un fantasma» mi raccontò a cena, ridendo. «Una vecchia strega paranoica nascosta in qualche scantinato. Sarà brutta come il peccato.»
Avrei potuto dirglielo quella sera stessa. Qualcosa mi fermò: un sussurro gelido nello stomaco. Guarda. Aspetta. Scopri chi è quando crede che nessuno di importante lo stia osservando.
E così osservai.
Lo guardai scalare la mia organizzazione a colpi di fascino, non di lealtà. Lo guardai prendersi il merito del lavoro degli altri. Lo guardai chiamare le donne della nostra organizzazione «soprammobili». E diciotto mesi fa lo guardai cominciare a rientrare a casa con addosso un profumo che io non avrei mai indossato.
Si chiama Bianca Russo. Figlia di uno dei miei capi. Ambiziosa, bellissima, e al momento a letto con mio marito in suite d'albergo pagate con conti che appartengono a me. Ho le foto. Le intercettazioni. I messaggi che la mia squadra di sicurezza ha recuperato durante un controllo di routine. Li ho letti tutti, uno per uno. Ogni messaggio era un taglio di carta: piccolo, preciso, e mi dissanguava piano.
Ma il messaggio che mi fermò il cuore non parlava di sesso.
Bianca: Che fine fa il Fantasma quando diventi capo?
Nico: I fantasmi si seppelliscono, piccola. Poi la famiglia è nostra.
Mio marito non si limita a tradirmi. Sta progettando di uccidere il suo boss.
Solo che non sa che il suo boss dorme accanto a lui ogni notte.
Domani c'è il gala per il centenario dei Vittori. Quattrocento invitati. Ogni capo, ogni alleato, ogni uomo d'onore della costa. Nico, fresco di promozione (una promozione che ho firmato io, solo per vedere fin dove si sarebbe spinta la sua arroganza), terrà il brindisi alla lealtà. Secondo la bozza che ho intercettato, ha intenzione di rendere omaggio a «la donna che ispira tutto ciò che faccio».
Non a me. A lei.
E domani sera, per la prima volta in dieci anni, la Vedova uscirà alla luce.
Il telefono vibrò. Nico: Non aspettarmi alzata, amore. Domani è una serata importante. Cambierà tutto per noi.
Sorrisi allo schermo. Un sorriso freddo, chirurgico.
Sì, Nico. Cambierà tutto, eccome.